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La selva degli appartamenti in affitto e l’odissea degli studenti

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Cambiare città non è mai facile, ma quando si è giovani, spinti dall’entusiasmo, trasferirsi per andare a studiare nell’università dei nostri sogni non sembra poi così male. Subito, però, gli studenti si devono scontrare con la dura realtà di chi cerca un alloggio: appartamenti fatiscenti, prezzi alle stelle, affitti al nero e nessuna tutela. Come prima esperienza può rivelarsi più dura del previsto, sin dalla fase della scelta della casa.
Le nuove generazioni forse potranno fare a meno di Porta Portese e della ricerca e sottolineatura degli annunci più interessanti, ma, sebbene i tempi siano cambiati, alcune cose restano sempre le stesse. Un giovane studente che decida di trasferirsi in un’altra città per continuare il suo percorso di studi dovrà molto probabilmente passare in rassegna le migliaia di annunci di appartamenti in affitto più o meno vantaggiosi, più o meno ingannevoli, che, però, dalle bacheche universitarie, sempre di più stanno migrando verso le bacheche digitali. I siti di annunci vari che circolano per il web sono davvero tanti, noi ve ne segnaliamo un paio di quelli che vanno per la maggiore tra gli universitari: si tratta di Bakeca.it e Kijiji che offrono svariati canali di ricerca, tra cui quello molto frequentato degli annunci di appartamenti e stanze.

In rete poi cominciano sempre di più a diffondersi anche i siti nati appositamente per far incontrare l’offerta e la domanda di affitti per studenti. Fra tutti vi segnaliamo il portale dedicato all’argomento da Studenti.it, uno dei siti più conosciuti e cliccati dai ragazzi di tutte le età. La parte dedicata agli affitti è molto interessante perché corredata da foto e dati personali dei vari utenti, aspetti fondamentali per operare anche una prima scrematura nella fase di scelta di un alloggio. Un po’ più serioso invece StudentAffitto, la community dei fuori sede, dove oltre agli annunci c’è una sezione che accoglie le news riguardanti proprio la situazione degli appartamenti in affitto a studenti.

Una volta trovato un appartamento, però, i problemi non sono certo finiti: è molto importante, infatti, che gli studenti comincino a prestare attenzione alle condizioni messe in campo dal proprietario. Sì, perché, anche qualora si riuscisse a ottenere un contratto, non sempre le cose vanno per il verso giusto. Solitamente le tipologie di contratto d’affitto adottate sono quelle cosiddette a canone libero oppure quelle a canone transitorio, pensato appositamente per gli studenti. Attenzione,però, perché il primo dei due si presta facilmente a speculazioni da parte del proprietario che sovente lo usa per camere, se non addirittura posti letto. Prestare attenzione alle clausole è d’obbligo e magari anche informarsi preventivamente su uno dei siti istituzionali, ad esempio quello del Sunia il Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari, che offre agli utenti un indispensabile canale informativo relativo a iniziative, leggi e sentenze.
Il secondo tipo, invece, pensato appositamente per gli studenti universitari è previsto dall'art. 5 della Legge 431/98 e garantisce una maggiore tutela, specialmente per i fuori sede, soprattutto per quel che riguarda la possibilità di recedere il contratto con preavvisi più brevi. In questo caso il canone degli appartamenti in affitto è concordato secondo dei parametri stabiliti da uno specifico accordo territoriale. Ovviamente sia in questo caso che nel precedente è fondamentale la registrazione, a firma avvenuta, presso l’Agenzia delle Entrate, e, come d’obbligo, sul suo sito istituzionale si possono trovare tutte le istruzioni del caso.
Purtroppo però non tutti sono così fortunati da riuscire a ottenere un contratto: nella maggior parte dei casi anzi, i proprietari degli appartamenti non dichiarano affatto di averli affittati a studenti. La problematica degli affitti in nero è ormai talmente diffusa, da richiedere un intervento consistente da parte della Guardia di Finanza, che sta portando avanti dal 2004 un progetto specifico grazie alle segnalazioni fatte proprio dagli studenti riguardo a questo genere di abusi: ce ne sono quasi 700 mila alle prese con il problema, ma la situazione, grazie anche alla collaborazione reciproca, sta cambiando. Probabilmente, grazie ai controlli e alle sanzioni, i futuri studenti fuori sede potranno trovare con più facilità appartamenti in affitto e soprattutto con un contratto regolarmente registrato; per un abbassamento dei prezzi forse ci sarà da attendere ancora qualche stravolgimento del mercato immobiliare.


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